Cibo Biologico – Parte 1: differenze con il convenzionale

Il settore biologico è in crescita costante ed a tutti noi, almeno una volta, è capitato di consumare un alimento biologico.
Quando lo facciamo abbiamo la percezione di mangiare qualcosa di sano e nutriente.
Ma davvero sappiamo di cosa si tratta ed in che cosa differisce dal cibo convenzionale?

DI COSA SI TRATTA
Cominciamo con il dire che un alimento biologico è un alimento realizzato con agricoltura biologica. Incredibile, vero?
A parte gli scherzi, è importante sottolinearlo perché la differenza riguarda proprio il processo produttivo, non le caratteristiche del prodotto finito.
Il Regolamento Comunitario 834 del 2007, il riferimento legislativo in materia, regola infatti con precisione la produzione agricola, l’allevamento e l’etichettatura da attuare, ma non dà indicazioni per quanto riguarda micro e macro nutrienti (vitamine, sali minerali, proteine ecc.).
Ad esempio perché un’arancia venga classificata BIO, e venga etichettata come tale, non è richiesto che abbia un apporto particolare di vitamina C o fibra, e nemmeno che risulti esente da pesticidi; è necessario, però, che la coltivazione di arance di provenienza sia stata legalmente riconosciuta come produzione BIO.

DIFFERENZE CON L’AGRICOLTURA TRADIZIONALE
Le differenze sono molte, in realtà, ma la principale risiede nei prodotti utilizzati per la concimazione dei terreni e la protezione delle piante da parassiti ed insetti (i pesticidi): nell’agricoltura convenzionale vengono utilizzati prodotti di sintesi chimica mentre nell’agricoltura biologica quasi esclusivamente prodotti di origine naturale. Scrivo “quasi” perchè alcuni pesticidi sono consentiti, seppure con limitazioni. Nell’agricoltura biologica non sono, inoltre, consentite pratiche come l’irraggiamento e l’utilizzo di OGM (organismi geneticamente modificati).

QUAL’È LO SCOPO?
Riassumendo in una frase, lo scopo è quello di preservare l’ecosistema il più possibile limitando al massimo l’intervento esterno, favorendo in questo modo la naturale fertilità del suolo, lo sviluppo di naturali sistemi di difesa delle piante e la biodiversità delle specie coltivate.
Tra i naturali sistemi di difesa pensiamo ad esempio ai preziosi polifenoli, antiossidanti prodotti dalle piante proprio come protezione contro l’attacco di funghi, batteri e predatori (oltre che dal danno ossidativo stesso).
Si cerca, quindi, di rispettare l’ambiente e fornire, al tempo spesso, alimenti più nutrienti.
Per quanto riguarda la qualità nutrizionale, il concetto (o speranza) è essenzialmente questo:
suolo più ricco -> piante più ricche -> alimenti più nutrienti.

FUNZIONA? Gli alimenti BIO sono più nutrienti? Sono meno contaminati?
A tal proposito l’opinione pubblica è divisa in due: se da un lato il biologico è associato al benessere, dall’altro non mancano le accuse di essere un mero strumento di marketing. Se ricerchiamo su google tra i suggerimenti troviamo: “il biologico non esiste” oppure “il biologico non è realmente biologico”.
Che sia anche uno strumento di marketing è sicuro, ma cosa ci dice la scienza per quanto riguarda gli effetti sulla salute? gli alimenti biologici fanno bene? sono più nutrienti?
Già qui occorrerebbe fare una distinzione perché un conto è dire che gli alimenti BIO sono più nutrienti o, comunque, meno contaminati; un altro è dire che migliorano lo stato di salute.
Per entrambi gli aspetti non vi sono, purtroppo, risposte conclusive.
STATO DI SALUTE
Da studi osservazionali1 è emerso che i consumatori di cibo BIO godono di un minor rischio di sviluppare nel tempo obesità e malattie croniche, ma è anche emerso che quelle stesse persone mangiano più frutta e verdura, fumano meno, bevono meno e fanno più attività fisica. Di chi sarà il merito per la miglior condizione di salute? L’effetto di fumo, alcol, inattività fisica ed eccesso calorico non ha certo bisogno di conferme.
Per ora sappiamo che a consumare prodotti BIO sono tendenzialmente persone con uno stile di vita più sano.
Per verificare un’effettiva influenza occorrono infatti studi prospettivi, “studi di coorte”; fino ad ora ne sono stati fatti pochi ed è, comunque, difficile evitare confondimenti.

Piccola parentesi: che differenza c’è tra studi osservazionali e studi di coorte?
Semplice.
Negli osservazionali si osserva l’associazione tra due fatti senza intervenire dall’esterno: nel nostro caso, come prima cosa è stato rilevato, tramite questionari, l’eventuale consumo pregresso di alimenti BIO; una volta raccolti i dati è stato fatto un paragone tra coloro che avevano dichiarato di consumare prodotti BIO ed i restanti riguardo a obesità e patologie croniche.
Si va quindi a vedere se tra coloro che hanno dichiarato di consumare prodotti BIO c’è una minore o maggiore percentuale di obesità, diabete ecc.
Negli studi di coorte, invece, si agisce inserendo una differenza netta tra due gruppi di persone; nel nostro caso quindi in un gruppo si consuma solo alimenti biologici e nell’altro per nulla.
In questo modo si limita l’effetto dei fattori confondenti.
Qualcuno potrebbe chiedersi se ciò non sia eticamente sbagliato. Perché precludere ad un gruppo un potenziale effetto benefico? Ebbene questa è una delle grandi questioni aperte sul metodo scientifico (soprattutto per i farmaci).
Chiusa parentesi.

Nel BIO, tra i pochi studi di coorte effettuati, la maggior parte ha coinvolto neomamme e bimbi piccoli2.
Uno studio interessante, e per certi versi incoraggiante per il mondo BIO, è stato effettuato in Olanda (studio di coorte KOALA3) sui bambini sotto i 2 anni e la comparsa di eczema. In questo studio è stato riscontrato un rischio leggermente inferiore di sviluppare eczema nei bambini che consumavano latticini biologici; da notare però che lo studio indagava l’influenza di tutti i tipi di alimenti e l’associazione è stata riscontrata solo per i latticini.
Insomma, suggestivo ma deboluccio: occorrono più studi.
QUALITÀ NUTRIZIONALE DEGLI ALIMENTI BIO
Negli studi effettuati fino ad ora4, sono solo due gli aspetti in cui i prodotti BIO si sono dimostrati marcatamente superiori: la quantità di antiossidanti, maggiore nell’agricoltura biologica, e la presenza di contaminanti sulla superficie di frutta e verdura, minore nell’agricoltura biologica.
Tra gli antiossidanti, una spiccata superiorità è stata riscontrata per Flavononi ed Antocianine, della famiglia dei Flavonoidi.
Da segnalare, però, che a livello di macro e micro nutrienti (fibra, vitamine, minerali ecc.) gli studi effettuati fino ad ora non hanno rilevato differenze significative, se non una concentrazione leggermente maggiore di Omega 3 nelle carni allevate secondo i dettami dell’agricoltura biologica5.

CONSIGLIO PERSONALE: il cibo biologico ha alcuni piccoli vantaggi ma ha lo svantaggio di essere più costoso; se la scelta del biologico è a discapito della quantità di cibo acquistato il gioco non vale la candela.
Visto e considerato che fino ad ora è emerso che i vantaggi riguardano più che altro la quantità di antiossidanti e la contaminazione superficiale, può avere senso acquistare BIO soprattutto quei prodotti di cui mangiamo anche la buccia.

Essendo un Dietista ho parlato solo degli aspetti nutrizionali ma tra i principi dell’agricoltura biologica si parla anche di equità, benessere animale e rispetto dei lavoratori.
Nel prossimo articolo sul BIO parlerò degli aspetti meno scientifici.

Fonti bibliografiche

1. Mie A et al. Human health implications of organic food and organic agriculture: a comprehensive review. Environ Health. October 2017
2. Barański M et al.Effects of organic food consumption on human health; the jury is still out!Food Nutr Res. January 2017
3. Kummeling et al. Consumption of organic foods and risk of atopic disease during the first 2 years of life in the Netherlands. Br J Nutr. March 2008
4. Barański M et al. Higher antioxidant and lower cadmium concentrations and lower incidence of pesticide residues in organically grown crops: a systematic literature review and meta-analyses. Br J Nutr. September 2014
5. Średnicka-Tober D. Composition differences between organic and conventional meat: a systematic literature review and meta-analysis. Br J Nutr. March 2016