Brevi periodi di digiuno/semidigiuno: si o no?

Festività Natalizie! Si inizia con il cenone della vigilia e fino a Santo Stefano sono super tavolate; giusto il tempo di finire gli avanzi (e di solito non sono broccoli..) ed è Capodanno.
Come dicevo nel precedente articolo non è in pochi giorni che definiamo la nostra composizione corporea, bensì come mangiamo e come ci muoviamo durante tutti i 365 giorni dell’anno. Tuttavia, sebbene un giorno o due non incidano più di tanto, due settimane potrebbero “appesantirci” più di quanto non vorremmo, specialmente i più predisposti.
Purtroppo, o per fortuna, la genetica e la nostra storia ponderale (com’eravamo da bambini) svolgono un ruolo fortissimo.

Tra i tanti rimedi “fai da te” uno dei più diffusi prevede brevi periodi di digiuno prima e/o dopo l’occasione.
Funziona? Non funziona?
Dal punto di vista della fisiologia e della scienza della nutrizione la risposta è una sola: si funziona, ed anche bene1,2. È molto semplice, e quindi poco affascinante, ma il nostro corpo ingrassa/dimagrisce in base al fatto che, in cronico, ci sia più o meno energia (diciamo pure calorie) disponibile. In vista di un “pieno” andare un pizzico “in riserva” può essere una strategia.
Per gli sportivi terrorizzati dall’idea di perdere i tanto sudati muscoli una buona idea è quella di consumare, nella fase di digiuno, pietanze ricche in proteine e povere di carboidrati e grassi, come ad esempio lo yogurt magro.
Esistono diverse strategie: dal digiuno intermittente 16:8 che prevede 16 ore di digiuno e 8 ore di sovralimentazione all’ADF (alternate day fasting) che prevede un giorno a bassissime calorie alternato ad uno dove si mangia a volontà.

Ma allora perché spesso viene detto, anche da professionisti del settore, che il digiuno non è mai una soluzione?
Da un lato per benevola ignoranza ed attaccamento a dogmi superati da decenni, come ad esempio “mangiare spesso accelera il metabolismo, il digiuno lo rallenta”. (falso)
Dall’altro, invece, per un motivo importantissimo: il rapporto con l’alimentazione.
Il rapporto con il cibo ha a che fare con la sfera emotiva e psicologica molto prima che con quella prettamente fisica. “Giocare” con le abitudini alimentari in maniera drastica può essere pericoloso in soggetti predisposti.

Morale della favola: state seguendo un’alimentazione che vi fa stare bene durante l’anno e stavate pensando, in questi giorni molto particolari dal punto di vista alimentare, di inserire delle fasi di digiuno ? Se la vivete con serenità, va benissimo, anzi..
“Digiunare non fa mai bene”, così come “saltare la colazione fa ingrassare” sono affermazioni che, se non contestualizzate e motivate, lasciano il tempo che trovano, retaggio di vecchie credenze ormai superate.

Non ho parlato dell’aspetto nutrizionale – qualitativo proprio perché nelle festività il lato edonistico stravince. Ed è giusto cosi!
È possibile applicare queste strategie nella vita di tutti i giorni? Si, si può, MA…nella prossima puntata 🙂

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21410865
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26384657